
21 dicembre 2012
Il 21 dicembre, solstizio d’inverno nell’emisfero boreale e d’estate in quello australe, è una data celebrata dall’umanità fin dai tempi più remoti.
Una connotazione fatidica di “fine del mondo”, tanto diffusa quanto priva di fondamento, è stata attribuita a questo giorno del 2012, riproponendo un tema ricorrente nelle mitologie e nelle religioni, così come nella narrativa fantastica e fantascientifica.
A prescindere da qualsiasi fattore più o meno immaginativo, questa data può assumere un senso simbolico, in quanto corrisponde effettivamente a una fase culminante della storia umana.
Il dissesto ecologico dato dallo sfruttamento e inquinamento del pianeta, il fenomeno del consumismo combinato con la crescita demografica che conducono a una condizione di insostenibilità globale, la crisi delle culture che hanno determinato i modelli del pensiero e delle pratiche comuni, tutto ciò avviene congiuntamente a una crescita esponenziale dello sviluppo scientifico tecnologico che ha portato l’essere umano a un potere sia costruttivo, sia distruttivo mai avuto prima e, perciò, a un’estrema responsabilità.
L’intera società umana si trova oggi alla resa dei conti, quindi ad affrontare un passaggio epocale che porta a una trasformazione complessiva.
L’umanità ha vissuto due paradisi. Il primo in cui era totalmente compresa nella natura. Il secondo in cui si é espansa in un proprio mondo artificiale cresciuto fino a confliggere con il pianeta naturale. È venuto il momento di dare inizio al Terzo Paradiso (maggiori informazioni su “Il Terzo Paradiso”) nel quale l’umanità riuscirà a conciliare e coniugare l’artificio con la natura, creando un nuovo equilibrio esteso a ogni livello e ambito della società.
© 2026 Silvio Combi